
Quanto Costa Davvero un POS? La Guida Completa al Costo Effettivo per Esercenti
Mauro Serappo
Esperto di Pagamenti Digitali
Quando un esercente cerca un POS, la prima cosa che guarda è la commissione: "1%", "1,95%", "zero commissioni". Ma la commissione è solo la punta dell'iceberg. In 30 anni nel settore, ho visto centinaia di commercianti sorprendersi scoprendo quanto pagavano davvero il proprio terminale di pagamento.
In questo articolo ti spiego tutte le voci di costo — visibili e nascoste — e come calcolare il costo effettivo del POS, l'unico numero che conta per scegliere il terminale giusto.
Anatomia dei costi di un POS
Un terminale di pagamento genera quattro macro-categorie di costo.
Il costo dell'hardware è la spesa iniziale per acquistare o attivare il terminale. Oggi si va da €0 (terminali in comodato con canone) a €200 per gli Smart POS Android più completi. Alcuni provider come SumUp e myPOS vendono il dispositivo a prezzo fisso (€39-79), altri come Nexi arrivano a €169 per lo SmartPOS Mini. Non dimenticare: un terminale acquistato è tuo e non prevede vincoli di restituzione.
Il canone mensile è un costo ricorrente che copre il noleggio del dispositivo, la connettività e l'assistenza. Molti POS moderni hanno canone zero (SumUp, myPOS, Nexi senza canone, Axerve a commissioni), mentre le soluzioni a canone fisso come Axerve partono da €17+IVA al mese. Il vantaggio del canone? Di solito include commissioni azzerate o molto ridotte.
La commissione sul transato è la percentuale trattenuta su ogni pagamento ricevuto. È la voce più impattante per chi incassa volumi significativi. Le commissioni nel 2026 vanno dallo 0,8% (Revolut con piano business) al 2,75% (Zettle in alcuni casi), con la media di mercato intorno all'1-1,5%.
I costi nascosti sono quelli che nessuno ti dice al momento della firma. Li vediamo nel dettaglio.
I costi che non ti aspetti
La commissione sul circuito è differenziata: paghi di più per American Express o Diners Club rispetto a Visa e Mastercard. Alcuni provider applicano una commissione unica su tutti i circuiti (come Axerve all'1%), altri differenziano. Chiedi sempre il listino completo per circuito.
Il costo per storno o chargeback va da €15 a €25 per ogni contestazione da parte del titolare della carta. Se hai un'attività con alto tasso di resi o contestazioni, questo costo può pesare.
La fee di disinstallazione o recesso anticipato è una penale che alcuni provider applicano se cambi POS prima della scadenza contrattuale. Può arrivare a €100 o più. I POS senza vincolo (SumUp, myPOS) non prevedono questa voce.
Il costo della SIM dati è rilevante per i POS portatili con connettività mobile: alcuni la includono nel prezzo, altri la addebitano separatamente (€2-5 al mese).
Le fee sui circuiti premium (JCB, UnionPay, Discover) sono commissioni aggiuntive, spesso non dichiarate in fase di vendita, che si applicano sui pagamenti con carte internazionali meno comuni.
Come calcolare il costo effettivo del POS
Il costo effettivo del POS è l'unico numero che ti permette di confrontare le offerte in modo corretto. Somma tutto quello che paghi in un anno: hardware, canone e commissioni. La formula è semplice:
Costo effettivo annuale = Costo hardware + (Canone mensile × 12) + (Transato annuo × Commissione %)
Facciamo tre esempi concreti.
Scenario 1: Micro-attività (€10.000/anno di transato POS)
| Provider | Hardware | Canone/anno | Commissioni | Costo Effettivo Anno 1 | Costo Effettivo dal Anno 2 |
|---|---|---|---|---|---|
| Axerve (1%) | €99 | €0 | €100 | €199 | €100 |
| myPOS (1,2%) | €39 | €0 | €120 | €159 | €120 |
| SumUp (1,95%) | €39 | €0 | €195 | €234 | €195 |
| Nexi Mini (1,49%) | €169 | €0 | €149 | €318 | €149 |
| Axerve canone | €0 | €204 | €0 | €204 | €204 |
Per una micro-attività, myPOS offre il costo effettivo più basso il primo anno, ma dal secondo anno Axerve a commissioni diventa la scelta più economica.
Scenario 2: Attività media (€30.000/anno)
| Provider | Costo Effettivo dal Anno 2 |
|---|---|
| Axerve canone (€22/mese) | €264 |
| Axerve commissioni (1%) | €300 |
| myPOS (1,2%) | €360 |
| Nexi Mini (1,49%) | €447 |
| SumUp (1,95%) | €585 |
Con €30.000 di transato, il canone fisso di Axerve diventa la formula più conveniente. La differenza con SumUp è di €321 all'anno.
Scenario 3: Attività consolidata (€100.000/anno)
Con volumi importanti, la commissione percentuale fa una differenza enorme: lo 0,95% di gap tra Axerve (1%) e SumUp (1,95%) vale €950 all'anno. Su 5 anni sono quasi €5.000 di differenza.
Il punto di break-even
La domanda chiave è: quando conviene passare dal POS a commissione al POS a canone fisso?
Il break-even si calcola così: dividi il canone annuo per la commissione percentuale. Con Axerve: €204 (canone annuo per la fascia fino a €10k) ÷ 1% = €20.400. Sotto questa soglia convengono le commissioni, sopra conviene il canone.
Il break-even più citato nel mercato è intorno ai €26.400 annui — il punto in cui le due formule si equivalgono per la maggior parte dei provider.
Il fattore credito d'imposta
Non dimenticare: se i tuoi ricavi annui sono inferiori a €400.000, puoi recuperare il 30% delle commissioni POS come credito d'imposta. Questo abbatte la commissione effettiva in modo significativo.
Con una commissione dell'1%, il costo netto diventa lo 0,70%. Con l'1,95% di SumUp, il netto scende all'1,37%. Ogni calcolo del costo effettivo andrebbe fatto sia al lordo che al netto del credito.
→ Scopri come funziona il Credito d'Imposta POS
Il consiglio di Mauro
In 30 anni ho imparato una regola che vale sempre: non guardare la commissione, guarda il costo effettivo del POS. Un terminale con commissione bassa ma hardware costoso può risultare più caro di uno con commissione leggermente più alta ma senza costi fissi.
E soprattutto: ricalcola il costo effettivo ogni anno. Il mercato si muove velocemente, le offerte cambiano, e quello che era conveniente 12 mesi fa potrebbe non esserlo più oggi.
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