Credito d'imposta POS 30% - recupero commissioni 2026 con codice tributo 6916
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Credito d'Imposta POS 2026: Come Recuperare il 30% delle Commissioni

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Mauro Serappo

Esperto di Pagamenti Digitali

29/03/2026
5 min

C'è un'agevolazione fiscale che molti esercenti non sfruttano — o non conoscono affatto. Si chiama credito d'imposta sulle commissioni POS e permette di recuperare il 30% di tutte le commissioni pagate per accettare pagamenti elettronici. In un anno, per un'attività media, sono centinaia di euro che restano sul tavolo.

In questa guida ti spiego chi ne ha diritto, come richiederlo, e quanto puoi risparmiare concretamente.

Cos'è il credito d'imposta POS

Il credito d'imposta sulle commissioni POS è stato introdotto dall'articolo 22 del decreto-legge 124/2019 e confermato anche per il 2026. In pratica, lo Stato ti restituisce il 30% delle commissioni che il tuo provider POS ti addebita su ogni transazione con carta di debito, credito, prepagata o altro strumento di pagamento tracciabile.

Non è un rimborso diretto sul conto corrente, ma un credito che puoi utilizzare in compensazione tramite il modello F24, riducendo altre imposte dovute (IVA, IRPEF, contributi INPS, etc.).

Chi ne ha diritto

I requisiti sono due e devono essere entrambi soddisfatti.

Il primo requisito riguarda i ricavi: nell'anno precedente, i tuoi ricavi o compensi non devono aver superato €400.000. Se nel 2025 hai fatturato meno di questa soglia, nel 2026 hai diritto al credito.

Il secondo riguarda il tipo di transazione: il credito spetta solo sulle commissioni per pagamenti ricevuti da consumatori finali (B2C). Le transazioni tra soggetti IVA (B2B) sono escluse.

In pratica, la stragrande maggioranza dei piccoli commercianti, artigiani, ristoratori e professionisti rientra nei requisiti.

Come si calcola

Il calcolo è molto semplice. Prendi il totale delle commissioni POS addebitate dal tuo provider in un determinato mese e moltiplica per il 30%.

Ecco alcuni esempi per rendere l'idea:

Se il tuo transato annuo è di €20.000 con una commissione dell'1%, paghi €200 di commissioni e recuperi €60. Il costo netto scende a €140, con una commissione effettiva dello 0,70%.

Con €50.000 di transato e la stessa commissione dell'1%, le commissioni annue sono €500. Recuperi €150, il netto è €350 e la commissione effettiva resta allo 0,70%.

Se usi SumUp all'1,95% con €50.000 di transato, le commissioni sono €975. Recuperi €292,50, il netto è €682,50 e la commissione effettiva scende all'1,37%.

Con €100.000 e l'1%, paghi €1.000, recuperi €300, netto €700.

Il pattern è chiaro: qualsiasi commissione, moltiplicata per 0,70, ti dà il costo effettivo.

Come richiederlo: la procedura passo-passo

Primo passo: ottieni la comunicazione dal provider POS. Il tuo fornitore POS è obbligato a comunicarti mensilmente l'elenco delle transazioni e le relative commissioni addebitate. Questa comunicazione è la base per il calcolo del credito.

Secondo passo: calcola il credito. Prendi le commissioni del mese e moltiplica per 30%.

Terzo passo: utilizza il credito in compensazione. Inserisci il credito nel modello F24 con il codice tributo "6916", denominato "Credito d'imposta commissioni pagamenti elettronici – articolo 22, decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124". Il credito è utilizzabile a partire dal mese successivo a quello in cui la commissione è stata sostenuta.

Quarto passo: non dichiararlo come reddito. Il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito imponibile IRES/IRPEF, né alla base imponibile IRAP. È fiscalmente "neutro".

Attenzione: cosa NON è coperto

Il credito si applica solo alle commissioni sulle transazioni. Non copre il canone mensile del POS, il costo di acquisto del terminale, eventuali fee fisse per operazione, o i costi di attivazione. Tuttavia, siccome la commissione sul transato è in genere la voce di costo più significativa, il risparmio è comunque rilevante.

Quanto puoi risparmiare davvero

Mettiamola in prospettiva con un caso pratico. Un ristorante con €80.000 di transato annuo POS e commissione media dell'1,2% (Axerve/myPOS) paga €960 di commissioni all'anno. Con il credito d'imposta, recupera €288 e il costo netto scende a €672 — come se pagasse lo 0,84% di commissione.

Su 5 anni, il risparmio cumulato è di €1.440. Non cambierà la vita, ma è denaro che molti lasciano sul tavolo per semplice non conoscenza dell'agevolazione.

Il consiglio di Mauro

In 30 anni di consulenza, ho notato che almeno la metà degli esercenti con cui parlo non conosce questo credito o non lo utilizza. Il mio consiglio è di chiedere subito al tuo commercialista se lo sta già portando in compensazione. Se la risposta è no, hai trovato un risparmio immediato senza cambiare nulla del tuo POS.

E quando confronti le offerte POS, ricorda sempre di calcolare il costo al netto del credito d'imposta: quella è la tua commissione effettiva reale.


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Mauro Serappo

Esperto di pagamenti digitali con 30 anni di esperienza nel settore POS italiano. Ex dirigente in Cartasì (Nexi), Banca Sella e SumUp. Il "bracconiere diventato guardiacaccia" che oggi aiuta gli esercenti a scegliere il POS giusto con trasparenza totale.

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